D: Presidente, abbiamo saputo che è in cantiere la Seconda Edizione della Fiere del Libro Calabrese. E’ vero?
R: La Prima Edizione nel 2008 è stata una sfida, la Seconda Edizione del 2009 è una certezza.

D: Si vuole spiegare meglio?
R: Ero convinto della validità dell’iniziativa ed oggi lo sono ancora di più. Leggere è fondamentale per la formazione personale e sociale. L’Editoria Calabrese è in grado di offrire una produzione libraria di grande spessore culturale, sia a livello di tematiche di ampio respiro e di valore universale, sia a livello di tematiche meridionali, delle aree mediterranee ed del “Sud del mondo, come anche locali, ma non localistiche.

D: Presidente, ci scusi se l’interrompiamo. Ci sono già le librerie, non bastano?
R: Questo è un punto importante. C’è certamente una Casa Editrice calabrese che ha varcato i confini nazionali, qualcuna che riesce a stare sul mercato nazionale e alcune, con fatica, sul mercato regionale. Sia queste case editrici che le case editrici minori calabresi hanno delle pubblicazioni vanissime da tutti i punti di vista, ma andate nelle librerie, anche calabresi, e rendetevi conto di quali case editrici sono i libri esposti. Non certo di quelle calabresi, almeno in genere.

D: Perché, accade questo, secondo lei? Siamo autolesionisti?
R: Ci sono delle librerie che in modo lodevole mettono in vendita i libri dell’editoria calabrese, detta “minore”. Ma ci sono diverse difficoltà: la prima è che spesso case editrici e librerie non si conoscono a vicenda; la seconda è che ci sono costi per tenere attivo il circuito di distribuzione, che sono onerosi per una piccola casa editrice, e la terza difficoltà è che spesso questi libri in buona parte restano invenduti. Tutto questo comporta che la presenza dei libri dell’editoria minore sia sempre scarsa nelle librerie.

D: Perché non vengono comprati i libri dell’editoria minore?
R: Perché la maggior parte delle persone, quando entra nelle librerie, ha già l’idea del libro che deve comprare. E non parlo di quelli che hanno precisi interessi culturali. Giornali, riviste, televisioni, radio, eventi organizzati, come premi letterari, hanno una grande capacità di divulgazione e di pressione nell’orientare alla lettura e ala compera di libri. Ma questi mezzi hanno dei costi elevati che le piccole case editrici non possono permettersi; le grandi case editrici dispongono dei mezzi finanziari per farlo e, magari, dispongono degli stessi mass media. Come si dice? La pubblicità è l’anima del commercio, per cui le piccole case editrici, pur avendo pubblicazioni valide, sono perdenti.

D: Che cosa si può fare?
R: La Fiera del Libro Calabrese vuole essere una vetrina che rende visibile anche l’editoria minore e avvicina questa produzione libraria valida ai potenziali lettori: se uno non sa che un libro esiste non può comprarlo per leggerlo. La grande editoria, attraverso la pubblicità insistente e convincente, riesce anche milioni di copie; l’editoria minore, anche di testi estremamente validi, vende al massimo qualche centinaio di copie.
Non voglio nemmeno accennare al fenomeno, diffuso in Calabria, di autori che pubblicano a spese proprie bei libri di vario interesse e poi regalano ad amici e conoscenti quasi tutte le copie del libro.

D: Ma siete riusciti nello scopo di essere questa vetrina?
R: Sì, ci siamo riusciti e per diversi motivi. 1) Alla prima edizione della Fiera del Libro Calabrese dell’anno scorso hanno partecipato 16 case editrici delle cinque province calabresi; 2) Abbiamo avuto un alto numero di visitatori provenienti da tutta la Calabria; 3) Tenendo conto che era la prima edizione, anche le vendite sono state discrete; 4) La Fiera ha avuto una grande eco sulla stampa, nelle TV locali e su internet. Le case editrici minori ci hanno ringraziato di aver dato loro quella “visibilità” che non avrebbero potuto permettersi con mezzi propri.

D: E quest’anno, 2009?
R: Faremo cose ancora più grandi. Prima di tutto perché abbiamo già avuto l’adesione verbale di circa quaranta, dico quaranta case editrici e cominciano ad arrivare anche le prime adesioni scritte. Ne approfitto per ricordare alle case editrici che i termini per aderire alla Seconda Edizione della Fiera del Libro Calabrese scadono il 31 luglio 2009. La seconda ragione è la grande disponibilità di giornali e mass media locali. La terza ragione è che faremo tesoro dell’esperienza della prima edizione. La quarta ragione è la partecipazione entusiastica dei giovani. La quinta ragione è che le istituzioni dimostrano una buona disponibilità a sostenere la Fiera. L’ultima è che avevo deciso che la Seconda Edizione della Fiera di quest’anno si sarebbe chiusa il 31 ottobre e le case editrici mi stanno pregando di tenere la Fiera aperta anche il primo novembre, come l’anno scorso. Penso che le accontenterò.

D: Vuole aggiungere qualche cosa?
R: Sì. La prima: quest’anno coinvolgeremo di più le scuole. La seconda: a giorni partiranno gli inviti per l’Assessore Regionale alla Cultura, per i Presidenti delle cinque province e per le case editrici partecipanti alla Fiera per un convegno pubblico che si terrà pomeriggio del 31 ottobre 2009 nella sede della Fiera. Grazie Per l’intervista.

Grazie a lei, Presidente.

Lamezia Terme 04.07.2009

Un Gruppo di Soci di “Sinergie Culturali e Sostenitori della Fiera